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Attività professionaleINPS condannato dal Tribunale di Cuneo: una società di trasporti di Fossano vince una causa grazie all’Avv. Alberto Rizzo di Bra

19 Aprile 2026

La Sezione Lavoro del Tribunale di Cuneo accoglie il ricorso della società di Fossano: niente debiti verso l’INPS e via libera al DURC.

La vicenda processuale tra Fossano, Bra e Cuneo

La storia nasce nel tessuto produttivo del Cuneese e coinvolge tre realtà del territorio: Fossano, dove ha sede la S.r.l.; Bra, città in cui opera l’Avvocato Alberto Rizzo, legale della società; e Cuneo, sede del Tribunale che ha emesso la sentenza.

La ricorrente, attiva nel settore del trasporto, si è vista recapitare dall’INPS una serie di verbali ispettivi con cui l’Istituto chiedeva il ricalcolo dei contributi, contestando la perdita della qualifica di impresa artigiana e bloccando il rilascio del DURC, documento indispensabile per lavorare con clienti pubblici e privati.

La società ha deciso di rivolgersi all’Avv. Alberto Rizzo, professionista braidese con vasta esperienza nel settore del diritto del lavoro e previdenziale, per impugnare i verbali davanti al Tribunale di Cuneo, rispetto ad una pretesa di Euro 113.380,07.

 

Il ruolo dell’Avv. Alberto Rizzo di Bra

Nel giudizio davanti alla Sezione Lavoro del Tribunale di Cuneo, l’Avv. Alberto Rizzo – con studio in Bra –, insieme all’Avv. Alberto Perroncito di Asti, hanno assunto la difesa della S.r.l., costruendo una strategia processuale incentrata sulla corretta applicazione delle norme in materia di inquadramento previdenziale, nonché sulla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione.

In particolare, la difesa ha contestato la scelta dell’INPS di far decorrere con effetto retroattivo il nuovo inquadramento dei soci e dell’azienda nel settore industria, sostenendo che, secondo la legge e le stesse circolari dell’Istituto, gli effetti dovessero valere solo dal momento della notifica dei provvedimenti (maggio 2023) e non per tutti gli anni pregressi.

Il lavoro dell’Avv. Alberto Rizzo ha permesso di mettere in luce una serie di incongruenze nei verbali ispettivi, evidenziando come lo stesso Istituto avesse riconosciuto il superamento del limite dei dipendenti (fissato ad otto) solo dal 2017, mentre pretendeva di ricalcolare i contributi fin dalla prima iscrizione dell’azienda.

 

La sentenza del Tribunale di Cuneo

Con la sentenza n. 311/2026, depositata il 15 aprile 2026, il Tribunale di Cuneo – Giudice del Lavoro dott. Michele Basta – ha dato pienamente ragione alla società di Fossano, accogliendo il ricorso contro l’INPS.

Il Giudice ha ritenuto illegittima la pretesa dell’Istituto di applicare il nuovo inquadramento con effetto retroattivo, richiamando sia la normativa di riferimento, sia le più recenti decisioni della Corte di Cassazione e le stesse indicazioni contenute nella circolare INPS n. 113 del 2021.

In concreto, il Tribunale ha stabilito che i verbali ispettivi notificati alla società il 30 maggio 2023 possono produrre effetti solo dal periodo di paga in corso a quella data e non per gli anni precedenti.

 

Cosa cambia per la società di autotrasporto e per il territorio

Le conseguenze pratiche della decisione sono rilevanti per la società di Fossano: il Tribunale ha dichiarato che la stessa, nonché i due soci personalmente, non hanno alcun debito verso l’INPS per contributi, sanzioni e somme aggiuntive collegati a quei verbali.

Inoltre, il Giudice ha ordinato all’INPS di rilasciare immediatamente il DURC in favore dell’azienda, consentendole così di continuare a partecipare a gare e a lavorare con i propri committenti senza blocchi burocratici.

L’INPS è stato anche condannato al pagamento delle spese legali in favore della S.r.l., per un importo di oltre 4.600 euro, a conferma della fondatezza delle ragioni fatte valere dalla difesa.

 

Un segnale per le imprese del Cuneese

La sentenza del Tribunale di Cuneo rappresenta un segnale importante per molte imprese del territorio, in particolare per le realtà artigiane e di piccole e medie dimensioni, che si trovano a confrontarsi con verifiche e contestazioni contributive.

Il caso della S.r.l. di Fossano mostra come, attraverso una difesa tecnica accurata – come quella predisposta dall’Avv. Alberto Rizzo di Bra, insieme al Collega Alberto Perroncito di Asti – sia possibile far valere i propri diritti anche nei confronti di grandi enti come l’INPS, ottenendo decisioni che ristabiliscono equilibrio e certezza nei rapporti tra aziende e pubblica amministrazione.

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