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DivulgazioneIl Presidente Patuelli conduce la Cassa di Risparmio di Ravenna a confermare ottimi risultati di bilancio e solidità

5 Luglio 2020
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Ravenna, lo scorso 11 giugno, presso la Sala Bandini della Cassa di Ravenna Spa, si è tenuta, presieduta dal Presidente Antonio Patuelli, l’Assemblea dei Soci della Cassa di Ravenna Spa per l’approvazione del bilancio al 31.12.2019. Il Direttore Generale, Dott. Nicola Sbrizzi, ha presentato i brillanti numeri della Cassa che, grazie ad un’oculata gestione, ha visto l’utile dell’operatività corrente, al lordo delle imposte, ammontare a 25 milioni di euro (+31,59%) e l’utile netto superiore ai 19 milioni di euro (+4,16% rispetto all’anno precedente), nonostante i costi straordinari per i salvataggi di banche concorrenti. In ossequio alla “Raccomandazione della Banca d’Italia del 27.03.2020”, l’Assemblea della Cassa di Ravenna ha deliberato all’unanimità di non distribuire il dividendo durante il periodo di emergenza sanitaria ed epidemiologica da Covid-19 e di destinare l’intero utile netto a Riserve.

Come verrà evidenziato nel dettaglio, nonostante una situazione generale Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Ravenna e di ABI, insieme a Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, e a Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio che rimane complessa, pur con alcuni timidi segnali di ripresa, i dati di movimentazione delle varie attività e servizi alla Clientela sono positivi ed in crescita, a dimostrazione del grado di fiducia e della credibilità di cui gode la Cassa di Ravenna Spa, sapientemente guidata dal Presidente Antonio Patuelli. Prima di addentrarci in una lettura attenta e concisa dei valori di bilancio, quello che appare di sicuro interesse, sono le attività che si celano dietro ai numeri.

È l’imprinting che il management ha saputo dare, interpretando ai giorni nostri i valori che hanno portato l’Istituto ad intrecciarsi con la storia del territorio. E sono proprio le radici dell’istituto a farci comprendere quanto una Banca sia stata e sia ancor oggi essenziale nello sviluppo dello stesso. Il primo deposito presso la Cassa di Ravenna avvenne il 1° marzo 1840, in un uffcio approntato al piano terreno di un fabbricato in Via Baccarini (oggi sede della biblioteca Classense), dopo che, per iniziativa di benemeriti cittadini, la cassa ottenne, il 21.12.1839, tutte le autorizzazioni nonché l’approvazione dello Statuto e del Regolamento da parte dell’allora Papa Gregorio XVI.

Conseguita ben presto una salda consistenza patrimoniale, la Cassa ebbe la possibilità non solo di intensificare i propri finanziamenti verso i settori produttivi, ma di intervenire con parte degli utili in opere di pubblica beneficienza già dal 1847. Nel 1895 fu risolto il problema della sistemazione definitiva della Sede della Cassa, inaugurando l’edificio che è ancora oggi Sede Centrale e Direzione Generale. Nel corso dei decenni la Cassa ha sempre investito in attività produttive e continuato l’opera di erogazione di beneficienza; oltre a destinare sempre maggiori risorse economiche per la manutenzione di monumenti e la costruzione di strutture di pubblica utilità. Grazie alla determinazione dei propri Amministratori la Cassa è sempre stata attiva anche nel corso dei due conflitti mondiali. All’indomani del drammatico bombardamento di Ravenna (25 agosto 1944) si aprirono regolarmente gli sportelli della Sede Centrale. Il 1° gennaio 1992 vi è stata una importante trasformazione; la Cassa è divenuta una Società per Azioni controllata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

La Fondazione ha per scopo il perseguimento di finalità di assistenza e beneficienza, nonchè di utilità sociale; la Società per Azioni continua a svolgere le tipiche operazioni creditizie e finanziarie. Fra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo la Cassa ha effettuato cospicui aumenti patrimoniali che l’hanno ulteriormente molto rafforzata, allargando la base sociale. Così la benemerita Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna non è più Ente controllante della Cassa. L’evoluzione della legislazione bancaria ha, successivamente, portato le Casse di Risparmio ad essere equiparate alle altre banche. Fra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo la Cassa di Risparmio di Ravenna Spa ha accentuato la specificità di banca privata ed indipendente, effettuando assai cospicui aumenti di capitale, prudenziali accantonamenti ed una strategia di fidelizzazione degli azionisti, che l’hanno ulteriormente molto rafforzata, allargando la base sociale.

Ad aprile 2018, l’assemblea straordinaria ha deliberato all’unanimità la variazione della denominazione sociale, eliminando dal nome originario le parole “di risparmio” ed aggiornandola in “La Cassa di Ravenna Spa”, al fine di meglio evidenziare la natura e le peculiarità della Banca, la capacità di iniziativa imprenditoriale ed il suo legame indissolubile con il proprio territorio di origine e di insediamento. Al di là dei numeri brillanti che La Cassa vanta e che di seguito verranno illustrati, l’aspetto più interessante da sottolineare è l’intreccio con il Territorio, come a dire che in realtà le attività di valorizzazione del territorio facciano parte del DNA de La Cassa.

Infatti, in 25 anni, la Cassa di Ravenna ha distribuito quasi 300 milioni di dividendi generando un circuito virtuoso con spiccate sensibilità sociali in quanto la metà dei dividendi vanno alla Benemerita Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che li destina alla realizzazione di numerosi e qualificati interventi sul territorio, confermando la propria attenzione all’Assistenza Anziani, alla Salute e al Volontariato e alle altre Categorie Disagiate, mentre l’attività ordinaria de La Cassa viene effettuata tenendo conto dei reali bisogni delle famiglie e delle realtà locali in cui opera cercando di sostenere i progetti imprenditoriali delle piccole e medie imprese mediante importanti accordi e convenzioni con enti e istituzioni locali, tra cui i Confidi e le associazioni di categoria con cui si possono generare virtuose collaborazioni.

Il Gruppo, fortemente legato alla comunità territoriale in cui opera, mira a contribuire al miglioramento della qualità della vita sul territorio, attraverso il dialogo e la collaborazione con istituzioni locali, associazioni e organizzazioni non profit e altri soggetti, nonché all’esercizio dell’attività commerciale con criteri di trasparenza e rigore. Il Gruppo La Cassa di Ravenna esercita l’attività creditizia a servizio dell’economia del territorio e sostiene la crescita sociale e culturale delle comunità, anche con l’assistenza e la consulenza di associazioni di categoria cui aderisce quali l’Associazione Bancaria Italiana e l’ACRI (associazione delle Casse di Risparmio Italiane).

La Cassa di Ravenna nel 2019 ha inoltre sponsorizzato svariate iniziative che hanno coinvolto la comunità di riferimento in eventi ed attività molto partecipate e sentite sul territorio. Encomiabile poi la fattiva e proattiva serie di attività prontamente poste in essere anche a seguito dell’emanazione dei diversi DPCM, che vanno dalla Raccolta Fondi a favore di ASL Romagna, agli anticipi di cassa integrazione e moratorie mutui per i privati, ai finanziamenti di liquidità, moratorie mutui per le imprese durante l’emergenza Covid-19, sempre a fianco della clientela e del territorio. Insomma, una realtà capace di sopravvivere ed intervenire facendo la differenza durante un momento di crisi paragonabile ai conflitti bellici sopra descritti, proprio perché fonda le radici nel territorio, con una solidità che ha potuto costruire negli anni di eccelsa gestione da parte del Presidente Patuelli e del suo staff e che permettono di fare la differenza quando è necessario, come in questo momento storico e come mostrano i numeri che seguono.

Il conto economico individuale della Cassa del 2019 registra un margine d’interesse di 61,3 milioni di euro (-1,39%), le commissioni nette sono di 53,2 milioni di euro (+15,93%), il margine di intermediazione ammonta a 134,7 milioni di euro (+12,32%), le rettifiche di valore e gli accantonamenti per rischio di credito, sempre prudenti, sono di 41,9 milioni di euro (+38%), iI risultato della gestione finanziaria è di 92,7 milioni di euro (+3,58%), i costi operativi ammontano a 67,4 milioni di euro (-4,65%). La raccolta diretta da clientela della Cassa è di 3.618 milioni di euro (+7,54%), la raccolta indiretta ammonta a 5.026 milioni di euro (+6,73%) di cui il risparmio gestito (comprensivo dei prodotti finanziario-assicurativi) ha raggiunto i 2.569 milioni di euro (+10,59%). La raccolta complessiva da sola clientela ha superato gli 8.644 milioni di euro (+7,07%). Da sinistra: Alberto Rizzo, Antonio Patuelli, Giuseppe Ghisolfi e Marco Buttieri insieme ad un convegno a Bolzano.

Anche nel 2019 è confermata la solidità patrimoniale della banca: il CET 1 ratio individuale al 31 dicembre 2019 è del 16,41% mentre il Total Capital Ratio è pari al 18,81%. Al 31 dicembre 2019 i conti correnti in essere presso la Cassa sono in aumento del 3,02% anche come rafforzamento del radicamento ulteriore della banca. L’utile consolidato dell’operatività corrente del Gruppo Bancario La Cassa di Ravenna, al lordo delle imposte, ammonta a 30,5 milioni di euro (+29,54%). L’utile netto consolidato relativo all’esercizio 2019 è superiore ai 20 milioni di euro (+3,34% rispetto all’anno precedente). Il margine d’interesse consolidato è di 95,2 milioni di euro (-1,24%), le commissioni nette sono di 85,3 milioni di euro (+12,35%), il margine di intermediazione ammonta a 201,1 milioni di euro (+10,88%), le rettifiche di valore e gli accantonamenti per rischio di credito sono di 54,6 milioni di euro (+34,4%), il risultato netto della gestione finanziaria è di 146,5 milioni di euro (+4,08%), i costi operativi ammontano a 118,8 milioni di euro (-1,88%). La raccolta diretta da clientela consolidata è pari a 5.160 milioni di euro (+7,09%), la raccolta indiretta ammonta a 7.061 milioni di euro (+7,28%) di cui il risparmio gestito (comprensivo dei prodotti finanziario-assicurativi) ha raggiunto i 3.464 milioni di euro (+10,91%). La raccolta complessiva da sola clientela ha superato i 12.220 milioni di euro (+7,20%). I coeffcienti patrimoniali di Vigilanza al 31 dicembre 2019 confermano l’elevata patrimonializzazione del Gruppo: il CET 1 Ratio di Gruppo è pari all’11,85% rispetto al 7,53% assegnato dalle competenti Autorità al Gruppo Cassa nell’ambito del periodico processo di revisione e valutazione prudenziale denominato SREP e con il Total Capital Ratio di Gruppo pari al 14,79% rispetto all’11,45% richiesto.

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