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Attività professionaleDivulgazioneLa relazione annuale dell’Arbitro Bancario Finanziario 2020

26 Luglio 2020

Come di consueto, l’Arbitro Bancario Finanziario ha recentemente pubblicato la relazione sulla attività svolta nel 2019, con relativa appendice, contenente dati e spunti interessanti sui vari temi affrontati e, in particolare, sul diffuso contenzioso in atto relativo ai buoni fruttiferi postali.

 

La relazione dell’Arbitro conferma come, pur di fronte a una riduzione di ben il 18% del numero complessivo di ricorsi presentati rispetto al 2018, il numero di ricorsi relativo ai buoni fruttiferi postali è aumentato del 12%, passando dai circa 1.000 ricorsi presentati nel 2018 agli oltre 2.700 presentati nel 2019.

Nel 2019, in particolare, i ricorsi relativi ai buoni fruttiferi postali rappresentano ormai il 13% dei ricorsi presentati da consumatori che, a loro volta, costituiscono il 96% dei ricorsi presentati innanzi all’Arbitro.

Si tratta di una percentuale clamorosa se si pensa che erano appena l’1% nel 2017 e, soprattutto, che viene confermata dai dati relativi ai primi 4 mesi del 2020 (di cui 2 mesi ricadenti nel pieno periodo di emergenza epidemiologica), in cui la percentuale dei ricorsi presentati in materia di buoni fruttiferi postali è sempre del 13%.

È opportuno però evidenziare come, all’aumento del numero di ricorsi, non sia corrisposto un pari aumento del numero di decisioni favorevoli.

Ancora nel 2019, così come nel 2018, il numero di ricorsi accolti in materia di buoni fruttiferi postali, con una media di circa 11.000 euro per ricorso riconosciuti in favore dei risparmiatori, è “solo” del 58%.

L’alto numero di ricorsi respinti (quasi uno su due) è, con ogni probabilità, imputabile al fatto che quasi il 40% dei ricorsi presentati innanzi all’Arbitro in materia di buoni fruttiferi postali è presentato direttamente dai consumatori, senza alcuna assistenza da parte di un proprio avvocato di fiducia.

In tal modo, purtroppo, il ricorso risulta così sfornito della necessaria competenza giuridica nella valutazione e presentazione del medesimo.

Tale scelta, in verità, facilita la difese di Poste Italiane, ormai in tutto e per tutto assimilabili a quelle svolte in sede giudiziaria, con grave pregiudizio dei legittimi diritti dei titolari di buoni fruttiferi postali.

 

Relazione

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