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Attività professionaleAnnullate sei cartelle di pagamento dell’Inps ad un esercizio commerciale di Narzole

5 Dicembre 2010

L’avvocato Alberto Rizzo: “gli importi richiesti dall’INPS rischiavano di mettere in forte difficoltà il mio Cliente”

 

Importante vittoria quella di un esercente di Narzole, che dopo la sentenza n° 197 del 2010 può finalmente tirare un respiro di sollievo e dire finalmente basta ad una questione che si portava avanti da circa 5 anni. All’epoca dei fatti gli ispettori dell’INPS avevano contestato al commerciante di aver utilizzato un dipendente senza aver provveduto al versamento dei contributi previdenziali dovuti alla cosiddetta gestione commercianti, per un importo di diverse decine di migliaia di Euro. Tale cifra, che veniva calcolata a partire dal giugno del 2000, era spiegata dagli ispettori col fatto di aver trovato il dipendente intento al lavoro e aver constatato che il lavoratore poteva siglare bolle, documenti di trasporto e fatture nell’interesse del titolare dell’attività.

Dopo anni di ricorsi l’avvocato Alberto Rizzo, difensore del commerciante, è riuscito nell’intento di spiegare il vero inquadramento del lavoratore. “Peccato – dichiara l’Avvocato Alberto Rizzo – che lo stesso dipendente era parente prossimo del titolare dell’azienda ed abitava addirittura sopra gli stessi locali in cui si svolgeva l’attività. È stato davvero un calvario per il mio Assistito, con cartelle di pagamento recapitate ogni sei mesi per importi di decine di migliaia di euro. Le risultanze processuali, tuttavia, hanno seccamente smentito quanto verbalizzato dagli ispettori dell’INPS, chiarendo il ruolo effettivo svolto dal soggetto, il quale si limitava a prestare semplicemente un aiuto nell’azienda, in modo non abituale, né prevalente”.

L’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti INPS non sussiste, qualora l’attività venga svolta in modo non abituale e non prevalente, ossia quanto l’attività commerciale venga prestata in modo del tutto saltuario ed occasionale. “La soddisfazione per il risultato raggiunto è grande – conclude il Legale braidese – in quanto gli importi richiesti dall’INPS rischiavano di mettere in forte difficoltà il mio Cliente, che ha visto condannato l’Istituto di Previdenza a rifondergli anche una parte consistente delle spese di lite”.

 

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Targato CN, 05 dicembre 2010

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