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Cultura CivicaDalla parte del bene

12 Gennaio 2021

Come la mancanza di statisti veri sia la causa dell’attuale declino del nostro Paese e l’attualità della lezione di Aldo Moro: l’uomo è creato nel segno della libertà e ne porta la responsabilità, nella dignità che la caratterizza e nel compito necessario per attuarla.

 

Il prossimo 9 maggio saranno 43 anni che, alla nostra comunità nazionale, manca il riferimento istituzionale, politico e morale di Aldo Moro.
Cosa avrebbe fatto il Presidente se fosse stato ancora in vita in questa fase di crisi profonda e di Costituzione violata, violentata e sospesa?
Moro si sarebbe preoccupato di tenere unito il Paese, di rassicurare i cittadini, di fare in modo che nessuno rimanesse escluso e l’Italia isolata nel contesto europeo e nel quadro internazionale.

E avrebbe avuto certamente timore per un virus dilagante di cui non si conoscono ancora con certezza antidoti scientifici e vaccini risolutivi. Lui temeva molto le malattie e consigliava medicine e cure a chi aveva problemi di salute: lo faceva coi suoi familiari, amici, colleghi e, addirittura, con gli studenti al termine delle lezioni universitarie.

Le sue borse, che teneva sempre con sé, erano sempre ricolme di medicine: furono provvidenziali, in particolare, nel corso di un congresso democristiano quando Mariano Rumor, allora presidente del Consiglio, accusò un malore.

Aldo Moro, che gli era accanto, tirò fuori da una delle sue borse una compressa che il Premier riuscì ad inghiottire, riprendendosi miracolosamente. In quelle borse, di cui si è tanto parlato, lo statista portava documenti riservati, appunti, le tesi dei suoi laureandi di Scienze politiche, ma anche farmaci di ogni tipo.
Moro ha rappresentato tante cose, tutte diverse, ma esercitate nella piena libertà, anche negli ultimi giorni quando ha pensato, scritto e pregato in uno stato di grande costrizione e totale solitudine.

Per Aldo Moro l’uomo è creato nel segno della libertà e ne porta la responsabilità, nella dignità che la caratterizza e nel compito necessario per attuarla.
In ogni cosa che Aldo Moro ha pensato, scritto, detto, risalta il rispetto della libertà dell’uomo, il riconoscimento della sua dignità, la condivisione di una precisa responsabilità.
Insomma, la democrazia che si concretizza quando la politica permette alla libertà di coniugarsi in ogni dimensione umana.

La politica, quindi, che ha un senso solo quando parte dall’uomo ed arriva all’uomo.
Ogni violazione della democrazia rappresenta un’azione contro la libertà che si ritorce non solo contro l’uomo, ma anche contro lo Stato.
La cifra della libertà morotea sta nella consapevolezza che anche in uno stato di necessità qualcosa di buono può emergere a favore del bene comune e contro chi causa il male.

Per Moro il bene prevaleva sempre sul male e non si vergognava mai di parlare di cose proprio come il bene ed il male mantenendo la volontà di cercare sempre la verità, di usare le parole giuste per capirla e condividerla.
Ecco spiegato il recente appello della figlia e del nipote di Aldo Moro, per cacciare il Premier Conte che, invece di adempiere correttamente il proprio mandato, ha continuamente e reiteratamente tiranneggiato gli italiani.

Queste le sintetiche e condivisibili motivazioni, di Maria Fida e Luca Moro:

Un’intera generazione di studenti ha già perso oltre sette mesi di scuola e, se va tutto bene perderà un altro anno. L’economia del nostro Paese è stata azzerata, bonus o non bonus. La gente è terrorizzata a causa della mancanza di informazioni chiare e precise. Siamo tutti agli arresti domiciliari, ma non sappiamo fino a quando. È stato eroso il potere sovrano del Parlamento e cancellati, come se fosse normale, i diritti inviolabili dell’uomo. Primo fra tutti la libertà, che è il bene più prezioso di tutti.

Mio padre, Aldo Moro, è stato ucciso e come lui tanti altri servitori dello Stato in nome della libertà. Ci sono state innumerevoli terribili guerre per riavere e difendere la libertà. La normalità non è una gentile concessione del Governo, è il nostro destino di uomini liberi, creati a immagine e somiglianza di Dio che ci ha fatto dono del libero arbitrio. Non siamo pedine inanimate su una scacchiera. Siamo persone!

Il Governo faccia al meglio il proprio lavoro, cosa che fin ora non ha saputo fare, invece di tiranneggiare sugli italiani. Dove sono gli uomini di legge e coloro che hanno studiato diritto? Dove sono gli uomini di buona volontà? Dov’è la gente di buon senso? Dove sono gli uomini liberi? Venite a firmare o i morti di tutte le guerre saranno morti invano“.

 

 

Per questi, e per altri approfondimenti, puoi iscriverti al canale Youtube dell’avvocato braidese Alberto Rizzo, specializzato in Diritto Bancario e Postale, nonché direttore generale dell’Accademia di Educazione Finanziaria, ente presieduto dal professor Beppe Ghisolfi, banchiere e scrittore internazionale: VISITA IL CANALE YOUTUBE

 

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