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Cultura CivicaSmascheriamo l’obbligo della mascherina

21 Agosto 2020

Con riferimento all’articolo intitolato “La movida mascherata” dello scorso 19 agosto, apprendo come la Regione stia mettendo a disposizione dei Comuni piemontesi migliaia di mascherine per eventi all’aperto. Tale iniziativa sarebbe strumentale al “rispetto dell’obbligo dalle 18 alle 6, come sancito dall’ultimo decreto del Governo. Torino ne ha già richieste 30mila”.

Seguono, poi, toni allarmistici e di reprimenda per chi “attratto dalla movida, dimenticherà a casa la mascherina (…) Movida in maschera, dunque. E senza eccezioni”, con l’invito ai sindaci di far pervenire le richieste, indicando i quantitativi necessari ed individuando il tipo di evento per il quale verrebbero utilizzate.

Ordinanza e Gazzetta Ufficiale

Mi domando se gli ideatori di questa iniziativa si siano premurati di leggere il testo dell’ultima Ordinanza emessa dal Ministro Speranza, che ha altresì disposto la chiusura delle discoteche sull’intero territorio nazionale.

Dall’esame del provvedimento giunto in Gazzetta Ufficiale, infatti, risulta l’assenza dell’obbligo di mascherina. Non si parla più di “dispositivi per la protezione delle vie respiratorie” ma di “protezioni delle vie respiratorie”, anche con la mano quindi.  Chiunque venisse multato per non avere la mascherina indosso dalle 18:00 in poi potrà, pertanto, opporsi al provvedimento sanzionatorio. La protezione delle vie respiratorie, infatti, può avvenire in qualsiasi modo e gli illeciti amministrativi devono essere tipizzati nella condotta punibile per superare il vaglio di legittimità.

 

Ordinanza ed illegittimità della fonte

Rilevo, ancora, che la stessa emanazione dell’ordinanza è palesemente illegittima. Proviene, infatti, da un atto amministrativo, mentre il combinato disposto degli articoli 2-13-16 e 32 della Costituzione prevedono espressamente che soltanto la Legge dello Stato può limitare la libertà personale, che è inviolabile.

Non può certamente farlo un semplice atto amministrativo di natura monocratica, emanato da un Capo del Governo che emana disposizioni per tutti, in maniera apodittica e dall’alto, limitando le libertà in maniera irragionevole e sproporzionata.

Questo è quello che giuridicamente emerge da una valutazione dei provvedimenti, senza voler entrare nel merito della legittimità dei citati acquisti regionali.

 

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