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Cultura CivicaStrategie e misfatti dei succhiacervelli

29 Novembre 2020

Occorre, con urgenza, un processo di ricapitalizzazione della politica circolante.
Il nuovo debito dovrà essere contratto con un popolo nuovamente disposto a dare credito ad un’autentica classe dirigente.
Questo, probabilmente, uno degli insegnamenti più significativi derivanti dalla lacerante esperienza del COVID-19.

 

Il ruolo del grillo parlante è da sempre reietto, tanto più se si perseguono intenti malcelati non commendevoli, e l’assenza di quel ruolo libera la mala coscienza da ogni giudizio e, quindi, dall’argine ad ogni forma di deriva.
L’era dell’auto- responsabilità europea non ha dato buona prova di sé, e ciò è proprio di un’epoca che ha smarrito la sua dimensione ideale o, in senso laico, spirituale.
È in essere un palese conflitto tra lo spirito animale del mercato, di per sé tendente alla sopraffazione, ed il crescente autoritarismo istituzionale.

Tale conflitto comprime le istituzioni rappresentative in una morsa che le rende inadeguate nella funzione e nell’azione.
A questo processo, in atto da qualche tempo, ha contribuito l’abbandono dei luoghi di selezione del personale politico.
Senza il «vivaio», infatti, prevalgono le ragioni delle forze individuali o dello spontaneismo istintuale e reattivo.
È in gioco il ruolo del costituzionalismo, oggi più che mai eroso da una prassi diffusa decostituzionalizzante.
L’anima popolare della Costituzione è stata svilita da un elitarismo oligarchico, radicato nella beffa al popolo del populismo.
Un autentico imbroglio culturale, una simulazione democratica nella dissimulazione revisionista.
Il cittadino ha subito l’azione pervicace del verme nematomorfo che, per riprodursi e sopravvivere, ha bisogno di sfruttare un altro essere vivente. Si tratta di una categoria di insetti particolarmente insidiosi detti “zombificatori del cervello”.
Tra gli insetti, ci insegna l’etologia, c’è n’è uno in particolare, che ha come bersaglio il grillo comune. Si chiama, appunto, verme nematomorfo. Quando riesce, esso deposita dentro il grillo la sua larva. Ma non basta: il parassita per riprodursi ha bisogno dell’acqua, ma il grillo vive sulla terra. Come risolvere questo problema?

L’astuto insetto parassita si è organizzato in modo da far sì che la larva prenda possesso del cervello del grillo e gli faccia compiere un ultimo salto suicida verso il primo specchio d’acqua disponibile, dove il grillo morirà.
Il grillo muore, ma il nematomorfo ne esce fuori dal corpo, vivo e trionfante.Il grillo, una volta “posseduto” e “zombificato” dal nematomorfo si preoccuperà solo di andare a cercare uno stagno, per accontentare il suo parassita, cedendo inconsciamente ogni desiderio di salvaguardare la propria vita.
Anzi: una volta posseduto dal suo carnefice, il grillo è felice di servirlo e si getterà volentieri in braccio alla morte, in un ultimo slancio d’amore verso colui lo ha invece sfruttato ed ingannato, sacrificando la sua stessa vita per il bene e la sopravvivenza di chi lo ha ucciso.
Può essere che l’intera nostra nazione sia sotto attacco di nematomorfi che hanno ridotto la popolazione intera a questo stato di zombificazione suicida dilagante?

Comportandosi esattamente come il grillo, la gente non si accorge neanche di essere posseduta. Non si accorge di aver ceduto il controllo del proprio cervello ad un parassita sanguinario, che pilota l’organismo ospite verso la propria disfatta, la quale avverrà non prima di aver succhiato tutta l’energia vitale.
Proprio come il nematomorfo inocula una larva dentro il cervello del grillo, probabilmente anche il cervello della gente è stato penetrato da un patogeno esterno che, una volta assimilato, agisce sulle sinapsi e riprogramma l’intero organismo per far sì che esso serva inconsciamente, anzi, felicemente il suo carnefice.

Qual è il meccanismo che ha condotto a questo miserevole stato di cose?
È semplice: attraverso il controllo dei mass media. E in alcuni casi, con la forza bruta.
Con i mass media è stato semplice. Basta ripetere in modo sufficientemente efficace il messaggio di programmazione, e la mente del telespettatore o dell’utente in genere si sintonizzerà automaticamente sulla frequenza.
Qual è il segreto? Fare leva sui sentimenti delle persone. Sulle emozioni e, soprattutto, sulla paura.
Conoscendo i principi biochimici con cui si forma il pensiero, ed agendo in modo tecnico su di esso, si ottiene l’effetto desiderato.
L’umano diviene zombie. Ignaro e lieto di servire il mostro, fino alla morte.
La maggior parte della gente è buona. Ha un buon cuore, ma allo stesso tempo è anche molto attaccata ai beni materiali. Quindi, stimolando da un lato la compassione per il prossimo e, dall’altro, il desiderio di avere beni di consumo, con la costante paura di non poterseli più permettere, si confonde il soggetto a tal punto da renderlo manovrabile e duttile.
È molto più facile manovrare un soggetto indebolito.  Come in natura: è più difficile sottomettere un organismo sano; meglio prima indebolirlo, debilitarlo. Il massimo livello mai raggiunto lo si può osservare in questi giorni dove la diffusione della paura di morire a causa di un virus “sintetico” ha trasformato la gente in una massa delirante.

La propaganda mediatica funziona su almeno il 90/95% della popolazione, ma nel caso si abbia a che fare con soggetti forti e riluttanti (pochi, pochissimi casi) si interviene invece da subito con la forza e, spesso, con la distruzione della reputazione a mezzo stampa, con la diffamazione e con l’interdizione.
Nel nostro Paese, questo fenomeno di zombificazione è particolarmente riuscito.
La nostra povera Italia è ormai da anni sotto attacco: quindi, versa in un grave stato di guerra senza che nessuno, o almeno quasi nessuno, se ne renda conto.
Non sto esagerando chiamandola guerra.  Adesso le guerre non è più necessario combatterle in modo vistoso, violento e rumoroso, con armi da fuoco, eserciti, carri armati ed artiglieria.
Quella di adesso si chiama guerra silenziosa, promossa con con armi silenziose.
Si combatte manovrando lo spread sui titoli di stato, maneggiando la finanza dalle sale operative delle grandi aziende finanziarie di brokeraggio.
Manovrando l’economia – che è tutta collegata al mercato dei commerci, delle valute, delle materie prime e del debito pubblico e privato – si può intervenire direttamente manipolando questi valori, nei luoghi preposti, e pochi operatori – accuratamente preparati al gioco e debitamente remunerati – riescono a smuovere gli equilibri mondiali di intere nazioni.

Quando si combatte una guerra di conquista lo si fa per pochi, semplici, motivi:

  1. conquistarne i territori;
  2. conquistarne le industrie strategiche e distruggere quelle concorrenti;
  3. acquisire oro e ricchezze;
  4. sterminarne la popolazione.

In Italia, purtroppo, si stanno verificando tutte le condizioni sopra elencate.

  • I territori e le risorse agricole, minerarie ed idriche, sono ormai tutte strategicamente controllate e cedute a multinazionali estere che, come nel caso dell’acqua, estraggono la nostra acqua con i nostri macchinari ed infrastrutture, e ce la vendano a caro prezzo. Per non parlare degli idrocarburi ecc.
  • Tutte le aziende più prestigiose sono ormai state vendute. Molte aziende falliscano e chiudano. Proprio come in guerra, dove i bombardamenti nemici puntano a distruggere la capacità produttiva di un paese. Qui le bombe non servano. Se si vuole annientare una azienda, basta revocargli i fidi bancari e quella è costretta a chiudere l’indomani, senza sparare un petardo si fanno fuori interi settori produttivi.
  • L’Italia vende ogni anno circa 100 tonnellate d’oro. E non viene dalle miniere (http://www.bbc.com/news/business-17726837). Creando la depressione economica prolungata, la gente corre a vendere l’oro e l’argento di famiglia. A forza di catenine e ciondoli questo oro viene fuso in lingotti, mandato in Svizzera e da lì se ne va definitivamente. Lo compra tutto la Cina. E’ una ricchezza che in Italia non tornerà mai più. Non è più quindi il caso di un invasore cattivo, che strappa i denti d’oro al poveretto sotto minaccia della baionetta, ma è il cittadino stesso, di sua volontà, che dà via il suo oro per racimolare qualche centinaia di euro e pagarci le tasse sulla casa, con la paura di perdere anche quella. Non solo la nostra nazione perde ogni anno più di cento tonnellate d’oro, come ci dice la fonte sopra menzionata, ma lo fa soprattutto per pagare soprattutto le tasse, che se ne vanno via in buona parte sotto forma di interessi passivi sul debito pubblico. Sono, pertanto, soldi che vanno a nutrire il parassita succhiasangue. Il nematomorfo assassino e straniero che detiene i nostri BTP e che estrae da noi, in modo usuraio, la linfa vitale, che ci guida verso il “Compro Oro” e ci fa cedere il prezioso metallo.
  • Lo sterminio della popolazione lo si ottiene coltivando la depressione e la paura. Gli italiani si suicidano al ritmo di due imprenditori al giorno ed i sopravvissuti hanno ormai smesso di fare figli, uccidendo quelli che sono disgraziatamente concepiti direttamente nel ventre delle madri, per paura di non farcela ad accudirli, o soltanto per egoismo. E’ un massacro. Anche in questo caso, senza sparare un colpo.

È quindi evidente che siamo in guerra, ma non è facile individuare il nemico.
Il nematomorfo assassino che ci sta portando alla morte per compiere il suo malefico piano.
Il nematomorfo sa che la gente è pigra, non vuole svegliarsi, né studiare e approfondire. La gente è tenuta distratta con trastulli tecnologici vari e con il maledetto gioco del denaro-debito.
Adesso la gente è anche impietrita dalla paura di morire di malattie pandemiche gestite proprio per terrorizzarci. Il denaro è vitale per tutti noi. Chi controlla il denaro fa sì che esso sia sempre scarso o appena sufficiente. Innescato il meccanismo di desiderio-depressione-insoddisfazione, si appropria del cervello e da lì il gioco è fatto.
Molte persone, così parlando, avvertono questo senso di disagio. Sentono le unghie del nematomorfo piantate nella testa e nelle carni, e vorrebbero ribellarsi.

Alcune persone dicono: “ci vorrebbe la rivoluzione”!
È vero. Ci vorrebbe. Ma non è mai successo. Per fare le rivoluzioni occorrono organizzazione e soldi. L’organizzazione è molto scarsa. A volte è difficile anche organizzare di andare a mangiare un pizza tra amici. E i soldi: lasciamo perdere che è meglio.
Il nematomorfo rischia seriamente di vincere. Senza sparare un colpo. Gli abbiamo dato tutto e lo abbiamo fatto anche volentieri.
Complimenti vermaccio. Complimenti davvero!

 

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BancaFinanza, novembre 2020

 

 

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