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InformazioneLa battaglia giuridica, e civile, negli Stati Uniti d’America

16 Dicembre 2020

Nulla è deciso per le recenti elezioni del Presidente americano. La situazione è molto fluida: gli Stati si sono da poco allineati nella contesa giuridico-elettorale davanti alla Corte Suprema USA.

 

Diciotto di loro sono a guida repubblicana, e si sono affiancati alla posizione del ricorrente Texas, mentre ventidue stati democratici si sono accodati ai quattro stati chiamati in causa, cioè Pennsylvania, Georgia, Michigan e Wisconsin.
Sembra di essere tornati, facendo le dovute proporzioni, al 1860, quando in un tempo molto breve gli stati si schierarono o con Richmond o con Washington, e ricordiamo come andò a finire.

La causa è da ricercare nelle modifiche imposte al sistema di voto senza atti di carattere legislativo, ma solo con imposizioni di carattere esecutivo o giurisdizionale.
Questo perché vi è stato l’allargamento del voto postale a limiti mai visti prima.
Ora bisognerà valutare se questo sistema sia stato legittimo o, invece, se abbia violato la Costituzione.
Nel primo caso Biden sarà Presidente, mentre nel secondo caso la nomina dei “Grandi elettori” dovrebbe passare alle assemblee legislative, le quali sono controllate dai repubblicani.
Quindi, al termine di un processo molto complesso, Trump sarebbe di nuovo nominato Presidente.
Cerchiamo di fare una panoramica d’insieme su quali sono i passaggi previsti dalla legge.

Ogni Stato Americano ha i suoi grandi elettori

Chi sono? Sono persone fisiche, esattamente 538 in tutti gli Stati Uniti, appartenenti al collegio elettorale che rappresentano i 100 senatori ed i 435 deputati, in aggiunta ai 3 del distretto di Columbia del Congresso.
Quando 270 di loro si esprimono il Presidente viene nominato eleggibile. Ogni Stato ha modalità proprie per eleggere questi grandi elettori.

E siamo venuti in maniera improvvisa e diretta al centro del problema. I grandi elettori che hanno votato ufficialmente per Biden, dichiarandolo Presidente, essendo ancora in corso vari processi negli Stati in bilico, non hanno ricevuto il riconoscimento ufficiale dai vari Parlamentari statali stessi (a maggioranza repubblicana), ma esclusivamente dal Governatore (solitamente democratico, ma non in tutti i casi).
Dunque, ciò sta portando i Parlamentari, a fare di tutto punto (legittimo) un nuovo comitato di “elettori alternativi”, che vota Trump.

Quindi, la Legge prevede che sarà il congresso Americano, in contemporanea ad alcune sentenze di tribunale, a stabilire “quale” collegio elettorale sia “legale” e, quindi, riconoscerà in quel caso, stavolta legalmente, il nuovo Presidente.
È bene precisare, inoltre, che il 6 gennaio – da taluni indicato come termine finale – non sarà l’ultima data utile perché, in caso di controversia, saranno i rappresentanti del Congresso stesso a votare a nome di ogni singolo Stato.  E, comunque, prima del 20 gennaio, il Presidente non sarà eletto.
Chiaro?

 

 

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